Chi sono

Una foto particolarmente cara. Alle spalle le lettere rosse della libreria Il Delfino, dove abbiamo presentato Doppia Esposizione

BIOGRAFIA

Sono nata nel 1961 da famiglia contadina. Mio padre, da sempre buon lettore, aveva preso la licenza media a quarant’anni, nella scuola serale. Da giovane aveva fondato con altri compagni, nella sezione del partito comunista, l’unica biblioteca di Conventello, un piccolo paese in provincia di Ravenna. Desiderava che studiassi e così è stato. Negli anni Ottanta mi sono iscritta alla facoltà di filosofia a Pavia,, dove insegnavano professori interessanti come Mario Vegetti, Fulvio Papi, Franco Alessio, Silvia Vegetti Finzi, che ricordo con affetto. Mi sono laureata con una tesi su Freud. Di fianco: il cortile Teresiano dell’Università.

Il viaggio a Berlino, iniziato nel 1985, non ha mai avuto fine, ancora oggi torno frequentemente nella città che ho descritto tante volte, in infiniti modi. Qui un cortile interno, con le fabbriche che caratterizzavano la Berlino di inizio Novecento, e le gru delle innumerevoli ristrutturazioni.

Negli anni Novanta ho partecipato a un gruppo femminista di studio sulla violenza. Il gruppo pubblicò la ricerca in collaborazione con l’Università di Pavia: M. Rampazi, D. Scotto di Fasano (a cura di), Il sonno della ragione. Saggi sulla violenza, (Dell’Arco 1993). Fu una delle prime ricerche in Italia a indagare il vissuto femminile della violenza. Oggi il libro è quasi introvabile. Dana Scotto di Fasano ha curato una riedizione, interessante, ma di impostazione accademica e quindi molto diversa dall’originale.

Ho sempre scritto molto, diari, trascrizione di sogni, lettere, tentativi di racconti, ma ho tentato di pubblicare qualcosa solo nel 2006, anno in cui ho vinto il concorso “Pubblica con noi” di Fara con Palazzo della Repubblica e altri racconti, usciti nell’antologia 3X2. Nello stesso volume, è stato pubblicato anche Il seminario di Vinastra di Subhaga Gaetano Failla, che è poi diventato um punto di riferimento importante per la mia scrittura. con cui scambiare letture e scritture. Da allora ho continuato a collaborare con Fara, una piccola casa editrice di Rimini, intorno a cui si raccolgono molti autori autenticamente motivati e interessati a una ricerca artistica sincera.

Con alcuni autori conosciuti in Fara, grazie all’intraprendenza di Tito Truglia e all’impegno volontario di tutti i partecipanti siamo riusciti a sostenere la rivista Farepoesia per qualche anno. Proprio leggendo sulla rivista un mio saggio su Berlino, Gilberto Gavioli, un piccolo editore milanese, mi ha proposto di scrivere un libro sulla mia esperienza berlinese.

Il progetto è cresciuto fino a diventare un viaggio avventuroso di recupero del passato, con letture, ricerche d’archivio, viaggi, fino all’inclusione finale di ben 135 foto. Il libro è uscito nel 2015: Doppia Esposizione, Berlin 1985-2015, Edizioni del Foglio Clandestino. A sinistra un tavolo di studio all’aperto in una giornata di sole, durante i tempi claustrofobici della pandemia

Nel 2022 è uscita una raccolta di dieci racconti, alcuni nuovi, altri rivisitati, inseriti in una cornice organica, con il titolo Pellegrini, per Fara Editore, qui la copertina.

Marzo 2023 esce la mia traduzione di 10 poesie di Georg Heym su Berlino.
Dalla introduzione: “In queste poesie, l’osservatore si rivela raramente, è un occhio impersonale, vivido e lucido, attento alle minime sfumature di colore. Guarda la città a distanza, dall’alto, passeggiando nelle vie, in viaggio sui suoi treni. È un orecchio che si ferma immobile ad ascoltare: suoni antichi sul punto di scomparire in un silenzio inaspettato, come i violini che suonano in lontananza o il rumore della pioggia; suoni moderni come lo sferragliare dei treni, il clacson delle auto, il borbottio dei battelli a vapore.“

Aprile 2023 inizio a collaborare alla rivista Articoli liberi con due racconti: “Gli scrittori sono pericolosi” e “Dove finiscono i libri?”

Settembre 2025 esce per la rivista Articoli liberi il racconto: “La sirena parlava alle navi”

Marzo 2023 esce la mia traduzione di 10 poesie di Georg Heym su Berlino.
Dalla introduzione: “In queste poesie, l’osservatore si rivela raramente, è un occhio impersonale, vivido e lucido, attento alle minime sfumature di colore. Guarda la città a distanza, dall’alto, passeggiando nelle vie, in viaggio sui suoi treni. È un orecchio che si ferma immobile ad ascoltare: suoni antichi sul punto di scomparire in un silenzio inaspettato, come i violini che suonano in lontananza o il rumore della pioggia; suoni moderni come lo sferragliare dei treni, il clacson delle auto, il borbottio dei battelli a vapore.“

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